Stili

Consigli di Arredamento: intrecciare gli Stili

Nei vari negozi di arredamento mostrano stili ben definiti, studiati in ogni dettaglio con coerenza per conservare una determinata espressione e un canone perfettamente delineato. Nella realtà dei fatti però le cose sono un po’ più complicate, o forse no.

La verità è che uno stile selezionato e coerente deve ovviamente essere mantenuto in tutte le stanze e, all’interno di esse, in modo compatto in ogni elemento. È vero anche, però, che uno stile uniforme che si ripresenta uguale a se stesso in ogni dettaglio rischia di conferire un aspetto piuttosto monotono.

In un ambiente minimal, senza dubbio elegante e funzionale, l’eccessiva seriosità delle parti può alla lunga suscitare un senso di aridità e incompletezza; una casa in clima neoclassico può invece suscitare pesantezza e rigidezza se troppo sfarzosa e barocca. Inoltre va considerato che il modo di arredare il proprio habitat è una forma profonda di estensione del proprio Io, parla di noi e comunica chi siamo.

Se lo stile moderno richiama a un indole razionale e quello classico a una natura romantica, dobbiamo riconoscere che non possono esistere un aspetto senza l’altro.

E allora, perché non inserire qualche piccolo dettaglio che spezzi con lo stile dell’ambiente? Non serve niente di eccessivo e vistoso, a volte sono i dettagli a cui diamo poca importanza a fare davvero la differenza. Inserire, per esempio, un sobrio divano in pelle in un soggiorno ricco di fronzoli e decori classici è in grado di conferire tutto un altro aspetto allo spazio che lo occupa; oppure è sufficiente una lampada di design moderna che faccia capolino tra un armadio in stile francese e un quadro con la cornice antichizzata. Viceversa, un tendaggio in seta raffinata su un infisso moderno, o un tavolo in legno in mezzo all’alluminio del soggiorno riescono a spezzare con grande efficacia, evitando la monotonia e l’eccessiva linearità del moderno.

L’importante è che facciate le vostre valutazioni con criterio e gusto. Potete chiedere consigli a professionisti dell’arredamento e confrontarvi con loro, ma alla fine la decisione finale non può spettare che a voi.

Etnico

Consigli per un Arredamento Etnico

Un arredamento etnico consente di rendere unico e innovativo l’aspetto della vostra casa, creando un ambiente suggestivo e ricco. Organizzare una camera in stile etnico però non è cosa semplice e richiede di porre necessarie accortezze nella scelta dello stile e degli oggetti. Un errore comune è quello di intendere l’etnico come una singola categoria con leggere sfumature. In realtà questo stile si articola in tante possibilità diverse, che fanno riferimento a culture e modelli dissimili tra loro. Il rischio è quello di realizzare un mix confusionario di tradizioni e fantasie, mischiando in maniera frettolosa cultura asiatica, africana, sud americana ecc., con il solo risultato di ottenere un ambiente pieno di oggetti senza una correlazione tra di loro in un insieme di cattivissimo gusto.

La prima cosa da fare, se siete sicuri di voler realizzare un arredamento in stile etnico, è quella di stabilire a che tipo di cultura volete fare riferimento. Cercate di svolgere un’analisi profonda e non fermatevi solo all’aspetto estetico e ornamentale dell’etnia selezionata ma cercate di cogliere lo spirito che essa incarna, i simboli più pregnanti, il tipo di vibrazioni trasmesse.

Sarebbe superficiale anche sostenere che esiste una cultura orientale, una cultura africana ecc. Ogni popolazione ha la propria storia, le proprie tradizioni, i propri tratti caratteristici; cercate almeno di optare per oggetti che abbiano per lo meno provenienza dalla stessa macroarea. Cercate nello stesso tempo di non esagerare, sono sufficienti pochi dettagli per cambiare il volto della stanza, non è necessario trasformarla in un simulacro indios o un tempio di Buddha. Un tappeto, una lampada e pochi oggetti sono già sufficienti a ottenere esattamente l’effetto sperato. Se acquistate un oggetto per volta potete gestire la cosa in maniera più razionale, valutando man mano quello che serve.

Le possibilità sono numerose, dunque, basta non avere troppa fretta e valutare con metodo. Non fate le cose per moda, un arredamento etnico richiede di abbracciare un codice valoriale; in caso contrario rischiate di pentirvi una volta svanito l’effetto novità.

Storia dell’arredamento, storia dell’uomo: dalla Preistoria al Medioevo

Fin da quando i primi uomini preistorici hanno iniziato ad insediarsi in dimore fisse, creando un ambiente riconoscibile come “casa” propria, in parallelo si è iniziata a sviluppare una prima forma di arredamento rudimentale. Personalizzare la propria dimora, renderla accogliente, darle un aspetto gradevole, è allo stesso tempo un incontro tra arti e un istinto connaturato all’indole umana. La preistoria presenta i primi raffazzonati tentativi di realizzare un arredamento domestico, con suppellettili grezzi e affreschi sulle pareti, così come testimoniano affreschi e pitture rinvenuti a Porto Badisco, primissime forme di arredamento.

Ma è con la magnificenza dell’Antico Egitto che l’arredamento divenne una vera e propria arte, in cui si cimentavano maestri dello sfarzo e dell’eleganza. L’arredamento non era esclusiva delle abitazioni, ma rappresentava una vera e propria estensione della persona, il biglietto da visita che egli portava con sé anche nell’aldilà; per tale ragione venivano adornati anche mausolei e tombe. Mobili di finissima lavorazione, oggetti di gusto elevatissimo e alta caratura dei materiali: l’impero egizio consacrò alla storia l’arte dell’arredamento.

L’Arte Greca, esempio sublime di armonia e decoro, puntava soprattutto sull’arte visiva, affrescando pareti, affiggendo quadri e adornando le mura con stucco e forme raffinate. L’Antica Roma vide la nascita degli armadi a muro, i quali venivano realizzati con perizia e senso artistico e si figuravano come delle monumentali opere domestiche, accompagnate da oggettistica di lusso, soprattutto in avorio e metallo.

Il Medioevo vide un impoverimento stilistico dell’arte dell’arredamento, in cui mobili e suppellettili assunsero funzionalità prettamente pratiche. Alla lussureggiante creazione dei periodi romano e greco seguì l’essenzialità di un’epoca caratterizzata per la sobrietà delle forme e dei contenuti, articolata in due stili, quello romanico e quello gotico. Con il primo si registrò una forma di continuità con lo stile precedente, privato però di ghirigori e astuzie artistiche in nome di severità e austerità. Lo Stile Gotico si specificava soprattutto in decorazioni intagliate nel legno, e non più basate sull’arte prettamente figurativa.

Oggi l’arredamento ha assunto un aspetto multiforme, declinato nelle fascinazioni e nei desideri di ognuno in trovate e invenzioni fantasmagoriche. Con l’acquisizione di uno status capace di andare oltre l’aspetto squisitamente funzionale, la casa è diventata per tutti un’estensione totale del proprio modo di essere. 

Come imparare a riconoscere il vostro Stile di Arredamento

Capire che tipo di stile di arredamento fa davvero per voi non è cosa semplice come si potrebbe pensare. Di solito accade che una volta entrati in un e-commerce riconoscete sin da subito il design verso il quale orientarvi, dando per scontato che sia quello che vi rappresenti meglio. In realtà, non è detto che sia così; tante volte subiamo i condizionamenti più inconsapevoli da infiniti campi di influenza che sfuggono anche alla nostra attenzione più razionale. Dai pareri degli amici al cinema, da internet ai social, è possibile che qualcosa ci spinga ad affezionarci ad uno stile che, a lungo andare, si possa scoprire non adatto a noi. Capire lo stile che davvero ci rappresenta necessita un’analisi su se stessi e un impegno cosciente e consapevole. Una delle tecniche più efficaci consiste, in maniera molto semplice, nell’osservazione degli oggetti che ci stanno intorno. Inevitabilmente, alcuni oggetti produrranno in noi un effetto positivo, altri possono spingerci ad allontanarci, altri ancora ci lasciano indifferenti. La cosa più efficace da fare è annotare da una parte gli oggetti che ci attraggono, dall’altra quelli che ci respingono.

Dopo un’osservazione attenta e dopo aver classificato un numero rilevante di oggetti (e qui definire la quantità rilevante costringe ad entrare nel campo della relatività) provate ad esaminarli a uno a uno.

Ora ponetevi le domande: cosa hanno in comune gli oggetti della colonna di sinistra? E cosa quelli di destra? Sono disposto/a a fare piazza pulita di tutti gli oggetti che non mi piacciono? Trovando le risposte a queste domande comincerete già ad avere un quadro più organico e, chissà mai, potreste anche capire qualcosa in più su voi stessi.

Per svolgere questo compito, è necessario che vi liberiate da ogni condizionamento o pregiudizio. Giudicate gli oggetti per quello che sono e che suscitano in voi, isolando la componente simbolica. Siete riusciti davvero a farlo? Oppure il vaso che vi ha regalato la nonna è finito tra gli oggetti apprezzati solo per una rilevanza emotiva che possiede?

Magari, entrando nel sito imieiregali.it senza nemmeno che ve ne accorgiate vi ritroverete in una categoria che fino a quel momento avevate sempre ignorato potesse far parte del vostro arredamento.